
L’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano e l’associazione radicale Certi Diritti accolgono con soddisfazione e fiducia la storica decisione della Corte Costituzionale, che oggi ha sancito il diritto al riconoscimento dei figli delle coppie lesbiche. Una svolta attesa e necessaria: da oggi, i bambini nati in Italia da due madri tramite fecondazione eterologa effettuata nei Paesi in cui è legale saranno riconosciuti come figli di entrambe fin dalla nascita, senza più dover affrontare l’umiliante e incerta trafila dell’adozione in casi particolari.
È una conquista di civiltà che riafferma un principio radicale: la genitorialità non è un fatto biologico, ma una responsabilità consapevole, pubblica e riconosciuta. I bambini e le bambine hanno diritto ad essere tutelati e riconosciuti dallo Stato fin dal primo giorno di vita, così come i loro genitori hanno diritto ad essere visti, nominati e protetti nelle istituzioni. La sentenza della Consulta ci restituisce fiducia nel diritto come strumento di libertà e di uguaglianza. È un passaggio fondamentale nel lungo cammino per il riconoscimento pieno dei diritti delle famiglie omogenitoriali, un cammino che come associazione abbiamo contribuito ad alimentare anche sul piano politico e istituzionale.
Nel 2023, infatti, abbiamo promosso insieme a Radicali Italiani l’iniziativa “Caro Sindaco, trascrivi”, una mozione rivolta ai sindaci di tutta Italia per chiedere la trascrizione degli atti di nascita con l’indicazione di entrambi i genitori che si assumono la responsabilità della procreazione. Un gesto politico e amministrativo che chiedeva agli enti locali di anticipare il diritto, laddove il Parlamento si mostrava muto o ostile. Non fummo seguiti, anche se già allora, senza questa sentenza, c’erano le basi costituzionali per portare avanti la nostra richiesta
Oggi, quella battaglia trova conferma e legittimazione nella pronuncia della Corte, grazie soprattutto al percorso e al lavoro di Rete Lenford. Ma non ci fermiamo. Continueremo a sollecitare le istituzioni a colmare il vuoto normativo, a sostenere la nostra proposta di legge sul riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali, e a pretendere che l’uguaglianza non sia un’eccezione concessa, ma una regola garantita.
L’Italia può e deve diventare un Paese in cui nessun amore è invisibile, nessuna famiglia è di serie B, nessun bambino è privo di diritti.
Non possiamo però non ricordare, con una certa amarezza, la tiepida ritirata dell’amministrazione milanese guidata da Giuseppe Sala, che proprio di fronte alla nostra mozione “Caro Sindaco, trascrivi” scelse la prudenza al posto del coraggio. Comprendiamo le pressioni istituzionali, ma ribadiamo che con la prudenza non si fa politica, si fa burocrazia. I diritti non si difendono aspettando il via libera, si affermano. Oggi la Corte Costituzionale dice chiaramente che avevamo ragione: i diritti delle famiglie non si rinviano, si riconoscono subito, per intero.

