Lunedì, 03 Aprile 2017 14:28

Radicali e PD: alleati elettorali, debitori processuali.

Da alleati sostenitori di Sala Sindaco, a debitori di 12.688 euro:

lo sviluppo processuale di un accordo formale.

Cappato/Lipparini vs PD

I Radicali milanesi hanno partecipato alle scorse elezioni comunali di Milano, tenute nel giugno 2016, con un proprio programma e la lista “Federalisti Laici Ecologisti Radicali con Cappato Sindaco”. Al primo turno la lista correva indipendente e in competizione con gli altri otto candidati sindaci. Dopo il primo appuntamento elettorale e sulla base di un accordo politico articolato in alcuni punti qualificanti (referendum riapertura navigli, alloggi popolari, dimissioni di Sala da Cassa Depositi e Prestiti) i candidati Sindaco Marco Cappato e Beppe Sala hanno scelto di sottoscrivere congiuntamente un apparentamento formale, che ha determinato il collegamento della lista Radicale al candidato PD ammesso al ballottaggio.

Il contributo dei voti Radicali, che al primo turno ammontavano all'1,86% dei votanti, è stato determinante per l'elezione di Giuseppe Sala a Sindaco di Milano, che con il 51,74% ha superato il candidato del centro-destra Stefano Parisi che raccoglieva il 48,26% dei voti. 

La partecipazione al gruppo di liste che ha appoggiato il candidato sindaco eletto è stata - ed è - ritenuta dai presentatori della lista radicale condizione sufficiente per l’assegnazione di un seggio in Consiglio comunale. Lo stesso parere ha espresso Matteo Bianchi, il rappresentante del Partito Democratico alle operazioni dell’Ufficio elettorale centrale, il quale ha dichiarato a verbale:

 

"si precisa che la coalizione ha proceduto all'apparentamento tra il candidato Sindaco e la lista n.3 sull'attesa che la stessa partecipasse alla ripartizione dei seggi in forza del collegamento con il candidato Sindaco Beppe Sala". (vedi allegato)

 

Ciononostante, alla lista radicale non è stato assegnato alcun seggio.

 

Pertanto, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini (candidato Sindaco e capolista Radicali) sono ricorsi al Tribunale Amministrativo Lombardo, sezione di Milano, al quale hanno chiesto l'attribuzione del seggio negato.

 

Nonostante la dichiarazione del proprio rappresentante sopra riportata, il Partito Democratico si è costituito nel giudizio mediante il capogruppo consiliare, Filippo Barberis, insieme al consigliere Laura Specchio occupante il seggio rivendicato dai ricorrenti, contrastando la domanda.

 

Il TAR prima e il Consiglio di Stato poi, al quale Marco Cappato e Lorenzo Lipparini sono ricorsi in appello, ha respinto la richiesta Radicale condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di soccombenza, fatto inusuale nel contenzioso elettorale.

 

Tali spese ammontano a 12.688,00 e il PD  ne pretende il pagamento. La somma non è nella immediata disponibilità di Marco Cappato e di Lorenzo Lipparini, i quali, tuttavia non intendono sottrarsi all’obbligazione in obbedienza alle due sentenze.

 

Nella convinzione di avere compiuto la scelta giusta, sia sul piano politico che su quello giudiziale, Marco Cappato e Lorenzo Lipparini chiedono dunque ai Radicali, ai simpatizzanti e a tutti i cittadini, milanesi e non, di contribuire al pagamento della somma dovuta, anche al fine che il relativo peso non gravi sulle future iniziative radicali a Milano.

 

Per contribuire clicca qui

oppure manda un bonifico a Enzo Tortora Radicali Milano

IBAN: IT87R0301503200000003529564

causale: "contributo spese legali"

 

Per conoscere nel dettaglio il ricorso contro il PD clicca qui

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 06 Aprile 2017 10:51

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